giovedì 15 ottobre 2015

Medicina: quando un polo universitario?



La diaspora di Palazzo Nuovo ha reso incalzante il problema delle aule ove dislocare gli studenti delle scuole umanistiche, ora diffusi fra le quattro aule del Palazzo riaperte, il Palazzo Venturi, il cinema Greenwich e gli altri stabili di proprietà dell'università divisi fra Vanchiglia e Centro. Ma vi è una scuola universitaria che da anni soffre la mancata presenza di un complesso centralizzato che riunisca tutte le aule di tutti i corsi, la Scuola di Medicina e Chirurgia.

Sono ormai diversi anni che gli studenti, futuri medici, si ritrovano ogni anno a vagare per i rioni bassi di San Salvario e Nizza Millefonti, ignari fino ai primi giorni dell'anno accademico di dove si terranno le lezioni. Ad oggi la carenza di strutture, venute meno per motivi di sicurezza e carenze tecniche, impone l'alternanza dei due canali in cui sono divisi i circa 400 studenti per cinque fasce annuali su sei.

Ecco che il primo anno si alternerà nell'aula Galileo del complesso di Biotecnologie di via Nizza, così farà anche il secondo nell'aula Keplero, il terzo anno nelle aule prefabbricate di Torino Esposizioni, il quarto si alternerà nell'Aula Lenti di via Michelangelo, il quinto nell'Aula di Igiene e Anatomia Patologica in via Santena e il sesto nell'aula di Microbiologia dello stesso anno.

Fino all'anno scorso gli studenti del terzo anno erano costretti nella storica aula Mosso, che  combinava il fascino dell'antico e del severo busto di Moleschott con un emiciclo ligneo costruito per un'altezza media ottocentesca, con inevitabili dolori articolari.

In ogni caso tutti gli anni alla presentazioni del corso ai primi anni si paventano le possibili soluzioni, fino a pochi anni fa si parlava di un fantomatico stabile vicino a Piazza Carducci (il palazzo dell'Unicredit), oggi si parla di spostare gli studenti nelle aule che sorgeranno al posto dell'ex Moi all'interno del progetto della "Città della Salute" patrocinato dall'Assessore all'Urbanistica Stefano Lorusso, i cui lavori dovrebbero avviarsi nell'estate 2016.

Al momento, però, c'è soltanto una certezza: si tratta solo di promesse e supposizioni. Quand'è che le istituzioni inizieranno a dare certezze agli aspiranti medici?