sabato 21 aprile 2018

Laurearsi conviene ancora? Ecco perché!



"Non laurearti, è inutile!", "a cosa ti serve studiare? Mettiti a lavorare!". Se sei uno studente universitario ti sarà sicuramente capitato di sentirti dire delle frasi del genere, da amici o parenti, che non riescono a capire l'utilità di stare ore ed ore sui libri e che vorrebbero vederti subito entrare nel mondo del lavoro per guadagnare qualche soldo il prima possibile. Ma avranno davvero ragione? Andiamo a scoprirlo. 

Secondo i dati Istat, nel breve periodo non vi sarebbe alcuna differenza fra chi ha deciso di intraprendere l'università e chi ha cercato lavoro subito dopo il diploma. Risulta infatti che fra gli under 35 le persone di entrambe le categorie trovino lavoro circa due volte su tre. La differenza inizia invece a sentirsi con il passare del tempo. Vediamo, infatti, che nei ragazzi fra i 35 e i 44 anni il tasso di occupazione per i laureati è dell'86%, mentre quello dei diplomati del 75,9%. I dati salgono ancora a favore dei laureati se si considerano le persone in una fascia di età compresa tra i 45 e i 54, dove il tasso di occupazione dei laureati aumenta all'89,3%, mentre quello per i diplomati si attesta intorno al 77,5%. Più critica la situazione per coloro hanno conseguito solo il diploma di scuola media, di cui solo il 50 % risulta occupato tra i 25 e i 34 anni, per poi innalzarsi ad una percentuale del 60% tra i 35 e i 54. Soltanto il 40% di coloro che invece, compresi in una fascia di età tra i 25 e i 54 anni, hanno la sola licenza delle scuole elementari, riesce a trovare un lavoro. 

Di grande rilevanza risulta anche la scelta della facoltà. Sempre secondo quanto riportato dall'Istat, andando ad analizzare i corsi quinquennali, sul podio troviamo i laureati nel settore difesa e sicurezza, medicina e ingegneria, che risultano occupati rispettivamente nel 99,4%, 96,5%, 93,9% dei casi. Queste tre categorie sono seguite in ordine da coloro che si laureano nel settore scientifico (89,6%), dell' insegnamento (89,5%), economico statistico ( 88,8%), di educazione fisica (86,1%), chimico farmaceutico (86%), agrario (85,7%), di architettura (85,6%), politico sociale (81,3%), linguistico (79,4%) e psicologico (77,1%). Chiudono la classifica coloro che hanno conseguito la laurea nel campo geo-biologico, di cui risulta occupato il 76,5%, i laureati in Lettere, occupati nel 73,4% dei casi ed infine i giuristi, di cui lavora solo il 67,6% delle lauree magistrali e il 70,1% di quelle triennali. 

Per quanto riguarda gli stipendi, troviamo ancora in pole position i laureati nelle tre facoltà primarie precedenti, con il settore difesa e sicurezza che prevede stipendi in media intorno ai 2058€ mensili, i medici che mediamente guadagnano 1700€ al mese e gli ingegneri 1658€. Gli stipendi più bassi toccano invece ai laureati in Psicologia, Giurisprudenza e Agraria che al mese percepiscono rispettivamente in media 910€, 1.000€, 1183€. E tra un laureato e un non laureato chi guadagna di più? La retribuzione globale annua media di un laureato risulta essere di 41.220 euro, mentre quella di chi non ha un attestato universitario è di 26.008 euro. Il reddito, infatti, cresce esponenzialmente all’aumentare del livello di istruzione.

Avete ancora dei dubbi sul percorso che avete intrapreso? La prossima volta che qualcuno con aria saccente vi dirà che ciò che state facendo è inutile, mostrategli queste statistiche e forse capirà. Non ci vuole mica una laurea!